Il Covid impatta sui conti di Guala Closures

Nei primi nove mesi 2020 il Gruppo Guala Closures ha realizzato ricavi netti consolidati pari a €417,2 milioni, in riduzione rispetto ai primi nove mesi 2019 di €30,9 milioni (-6,9%) a cambi correnti e di €12,7 milioni (-2,8%) a cambi costanti.

L’effetto cambi ha impattato negativamente i ricavi dei primi nove mesi 2020 per €18,2 milioni a seguito dell’apprezzamento dell’Euro su quasi tutte le valute con cui il Gruppo opera. Un positivo contributo deriva dal cambio di perimetro pari a €17,7 milioni.

A perimetro e cambi costanti, il Gruppo ha realizzato ricavi netti consolidati pari a €417,7 milioni, in riduzione rispetto ai primi nove mesi 2019 di €30,4 milioni (-6,8%), prevalentemente a causa degli effetti derivanti dalla diffusione globale del Covid-19.

I valori ricalcolati a perimetro costante escludono €17,7 milioni derivanti dall’effetto netto del consolidamento nel 2020 delle attività di Closurelogic (+€23,2 milioni) e della normalizzazione della cessione nel secondo semestre 2019 di parte delle attività spagnole del PET (-€1,2 milioni) e della GCL Pharma ceduta ad aprile 2020 (-€4,3 milioni).

Il maggior valore della perdita di volumi di vendita a causa del Covid-19 è concentrato nelle attività del Gruppo in India (circa il 36% della stima di volumi persi) a causa dell’imposta chiusura dei quattro stabilimenti del Gruppo nel periodo compreso tra il 22 marzo e il 27 aprile e del calo della domanda interna conseguente al divieto di vendita di alcolici nel periodo compreso tra la fine di marzo e l’inizio di maggio e la chiusura di bar e ristoranti fino al mese di settembre.

Significativa la perdita di volumi delle attività del Gruppo in Regno Unito a causa del Covid-19 (circa il 24% della stima di volumi persi), mercato quest’ultimo improntato su grandi brands globali che hanno risentito della diffusione globale del Covid-19 e relative restrizioni imposte al mercato HORECA, nonché delle restrizioni alla mobilità che hanno impattato significativamente il settore del trasporto aereo incidendo negativamente sulle vendite nel settore dei travel shops/duty free, canale distributivo di assoluta rilevanza per le vendite di alcuni grandi brands.

In Spagna ed in Italia, ove le attività del Gruppo sono concentrate nel mercato di destinazione degli Spirits e del Water & Beverage, la perdita di volumi a causa del Covid-19 (rispettivamente pari a circa il 16% per la Spagna ed al 9% per l’Italia della stima totale di volumi persi) è ascrivibile principalmente alle restrizioni che sono state imposte al settore HORECA e, con riferimento particolare alle attività in Spagna, al drastico calo dell’attività del settore del turismo durante il periodo estivo.

In Sud Africa, Paese in cui nel periodo compreso tra il 26 marzo ed il 30 aprile è stata interdetta la produzione per chiusure destinate agli Spirits ed è stato possibile produrre solo limitate quantità per piccole nicchie del mercato Water & Beverage e Pharma, le attività del Gruppo hanno risentito di un significativo calo dei volumi dovuti alla sospensione della produzione per più di un mese ed al divieto di vendita di alcolici nel periodo compreso tra il 27 marzo ed il 1° giugno e tra il 12 luglio ed il 17 agosto (circa il 6% della stima di volumi persi).

Da evidenziare tra i Paesi maggiormente impattati dalla riduzione dei volumi a causa del Covid-19, le attività in Colombia ove nel periodo compreso tra il 20 marzo ed l’11 maggio, la produzione è stata riconvertita nella realizzazione di chiusure per disinfettanti e dove i volumi di vendita sono stati inficiati dalla chiusura dei locali pubblici fino al mese di settembre.

Per quanto riguarda le diverse aree di business i ricavi dalla vendita di chiusure Safety sono diminuiti di €44,0 milioni, passando da €188,1 milioni nei primi nove mesi 2019 (42,0% dei ricavi netti) a €144,0 milioni nei primi nove mesi 2020 (34,5%), di cui -€8,7 milioni dovuti all’effetto negativo dell’andamento cambi.I ricavi dalla vendita di chiusure Luxury sono diminuiti di -€1,7 milioni, passando da €23,0 milioni nei primi nove mesi 2019 a €21,3 milioni nei primi nove mesi 2020 (incidenza dei ricavi netti invariata al 5,1%), di cui -€1,4 milioni dovuti all’effetto negativo dell’andamento cambi.I ricavi dalla vendita di chiusure Roll-on sono aumentati di €15,6 milioni, passando da €132,4 milioni nei primi nove mesi 2019 (29,5% dei ricavi netti) a €148,0 milioni nei primi nove mesi 2020 (35,5%), con un effetto cambi negativo di -€3,5 milioni. L’incremento è principalmente riferibile all’acquisizione delle attività di Closurelogic (€19,6 milioni).I ricavi dalla vendita di chiusure Vino sono aumentati di €5,4 milioni, passando da €82,1 milioni nei primi nove mesi 2019 (18,3% dei ricavi netti) a €87,5 milioni nei primi nove mesi 2020 (21,0%), nonostante siano stati penalizzati dall’effetto negativo dell’andamento cambi (-€4,1 milioni).I ricavi dalla vendita di chiusure Pharma sono diminuiti di €2,8 milioni, passando da €6,4 milioni nei primi nove mesi 2019 (1,4% dei ricavi netti) a €3,6 milioni nei primi nove mesi 2020 (0,9%) a seguito della cessione della GCL Pharma avvenuta ad aprile 2020.

I ricavi del PET sono diminuiti di €2,4 milioni, passando da €4,6 milioni nei primi nove mesi 2019 (1,0% dei ricavi netti) a €2,2 milioni nei primi nove mesi 2020 (0,5%) a causa della cessione di parte del business nel 2019.

Tale situazione ha determinato che il risultato netto dei primi nove mesi 2020 sia pari ad una perdita di €11,5 milioni rispetto ad un profitto di €1,8 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente, con una differenza negativa di €13,3 milioni.

La riduzione del risultato rispetto ai primi nove mesi 2019 è principalmente imputabile alla riduzione del risultato operativo lordo (-€6,6 milioni, di cui -€4,0 milioni non ricorrenti dovuti all’adeguamento al valore d’uso di brevetti di proprietà del Gruppo), all’incremento degli oneri finanziari netti (-€4,1 milioni di cui -€6,2 milioni dovuti alle maggiori perdite su cambi per effetto dell’apprezzamento dell’Euro rispetto le altre valute con cui il Gruppo opera), all’incremento degli ammortamenti (-€0,6 milioni) e all’incremento delle imposte (-€1,9 milioni).

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