Il Packaging green incontra il favore dei consumatori

Sul fronte della green economy l’Italia riveste un ruolo di primo piano. Lo confermano i dati contenuti all’interno dell’Osservatorio Packaging del Largo Consumo, realizzato da Nomisma in collaborazione con Spin Life. Da un lato c’è il forte interesse della domanda: il 61% degli italiani è disposto a modificare le proprie abitudini di acquisto per ridurre l’impatto sull’ambiente e il 43% considera l’impatto ambientale del packaging un aspetto molto importante nelle decisioni di acquisto di prodotti alimentari; dall’altro ci sono le performance del nostro Paese: l’Italia al primo posto nell’Unione Europea per indice di produzione circolare e al secondo per superfici destinate all’agricoltura biologica e per input energetici e di materia per unità di prodotto.

In questo clima di crescente sensibilità degli italiani verso i temi ambientali e la sostenibilità, si colloca l’Osservatorio di Nomisma e la decisione di indagare come, in ambito GDO, un packaging ecosostenibile impatti sulle decisioni di acquisto dei consumatori finali e degli addetti al settore. In questo articolo scopriremo anche che tipo di sostenibilità voglia il cliente e quanto sia disposto a pagare per ottenerla.

Questi alcuni dei punti messi a fuoco dal report dedicato al Packaging del Largo Consumo.

L’ecosostenibilità è una priorità per imprese e consumatori
I dati emersi dal secondo rapporto dell’Osservatorio hanno messo in luce che la tutela dell’ambiente rappresenta una priorità: il 37% degli italiani chiede che l’ambiente diventi un tema centrale dell’agenda politica del nostro paese, nella convinzione però che la salvaguardia dell’ambiente sia un obiettivo raggiungibile anche attraverso piccole azioni quotidiane intraprese da molti: è di questo avviso l’80% degli italiani. Perché è importante adottare comportamenti sostenibili? Per il 94% degli italiani perché è la cosa giusta da fare…

Il rispetto dell’ambiente: un importante criterio di acquisto
La consapevolezza che gli italiani hanno maturato rispetto al loro ruolo in termini di tutela ambientale si traduce in scelte sempre più ecosostenibili anche sul fronte degli acquisti: il 36% degli italiani, infatti, è portato a preferire prodotti con basso impatto sull’ecosistema e nel 61% dei casi chi si occupa degli acquisti si dichiara disposto a cambiare le proprie abitudini di spesa per minimizzare le ricadute ambientali.

L’Osservatorio ha, inoltre, evidenziato che, nell’opinione degli acquirenti, la sostenibilità di un acquisto è legata alle caratteristiche del prodotto: secondo il 42% degli italiani risponde al requisito di sostenibilità un prodotto che proviene da agricoltura biologica.

Anche la confezione ha un ruolo determinante: il 37% dei consumatori considera sostenibile un prodotto confezionato con materiali riciclati o a basso impatto ambientale. Tra i parametri di sostenibilità rientrano anche, secondo l’opinione degli italiani, l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili in fase di produzione (31%) e la garanzia di un giusto reddito ai lavoratori (24%).

I valori della sostenibilità ambientale sposati dai consumatori si riflettono nelle vendite. Nel 2019 (anno terminante giugno) le preferenze per prodotti ecosostenibili hanno spinto il valore del carrello “green” a quota 6,9 miliardi di euro. L’interesse per prodotti certificati è confermato dall’aumento delle vendite registrato – nello stesso periodo – da prodotti con certificazione UTZ (+22%), Fairtrade (+5%), a marchio “Friends of the sea” (+3,1%) e a marchio bio (+2,9%). In generale un packaging ecosostenibile ha un’incidenza importante sulle decisioni di acquisto: 1 italiano su 3 compra sulla base delle informazioni riportate sull’etichetta, il 27% tiene in considerazione il tipo di materiale impiegato per l’imballaggio e il 23% considera le sue caratteristiche.

Packaging ecosostenibile: il ruolo della marca del distributore
Il 53% della filiera dei copacker ritiene che la marca del distributore sia un importante veicolo per stimolare l’individuazione di un packaging ecosostenibile e per la sensibilizzazione dei consumatori sui temi della sostenibilità (48%).
7 fornitori della Marca del Distributore su 10 hanno già iniziato a ridurre gli imballaggi e un ulteriore 60% ha introdotto confezioni 100% riciclabili. E’ quanto emerge dalla survey realizzata da Nomisma per il XVI Rapporto Marca 2020 – Bologna Fiere. Il report mette in evidenza, inoltre, che il 56% delle aziende ha sostituito il packaging in plastica su alcune linee di prodotto, ma il 30% dei prodotti di Largo Consumo Confezionati (LCC) sugli scaffali presenta una confezione in plastica rigida e solo sul 4% dei plastic pack è indicata la possibilità di riciclarli.

L’Osservatorio dedicato al Packaging nel Largo Consumo evidenzia che il 67% degli italiani non è disposto a pagare un differenziale di prezzo per avere confezioni green. Il mismatch tra l’alta attenzione alla sostenibilità e una willingness to pay bassa o nulla è in parte riconducibile alla mancanza di informazioni sulla sostenibilità delle confezioni. Solo il 6% dei fornitori della Marca del Distributore ritiene, infatti, che i consumatori abbiano a disposizione tutti gli elementi utili a valutare correttamente la sostenibilità del packaging. Al contrario, è il 29% a ritenere che le informazioni fornite siano del tutto insufficienti.

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