Garbagna (ICSS): con Covid-19 più impegno sul packaging F&B

Abbiamo chiesto a Paolo Garbagna, Amministratore Delegato della ICSS di  Gropello Cairoli (PV) come stiano affrontando l’emergenza Covid-19 sotto il profilo operativo  e che tipo di problemi stiano riscontrando anche in termini di andamento delle vendite

Come tutti anche ICSS è impegnata nel fare la sua parte. Non abbiamo mai smesso di affiancare i nostri clienti, anche se da remoto per garantire la sicurezza dei nostri collaboratori. La produzione, dopo un primo periodo di stop, ha riattivato le macchine pur nel massimo rispetto delle direttive sanitarie. Ci siamo concentrati in particolare sui prodotti destinati alla filiera agroalimentare: cassette per frutta e verdura e per il beverage. E’ il nostro modo per sostenere produttori e distributori impegnati in prima linea per assicurare i generi di prima necessità ai cittadini. Nonostante ciò va ricordato che una parte importante del nostro fatturato deriva dagli imballaggi per elettrodomestici e che la loro chiusura impatterà negativamente sulle nostre vendite”.

ICSS è un’impresa familiare che produce imballaggi protettivi in cartone ondulato e polistirolo espanso dal 1969. Nel corso degli anni è divenuta una tra le maggiori realtà industriali dell’area di Pavia e da qui è cresciuta fino a trasformarsi in un Gruppo con una serie di stabilimenti in Italia, in UK e in Turchia. Progetta sistemi su misura per la protezione e il trasporto dei prodotti per clienti che operano in diversi settori, dall’alimentare, agli elettrodomestici ma opera anche nell’edilizia con la produzione di pannelli per l’isolamento degli edifici e poi c’è la componentistica in cui rientrano gli oggetti e gli elementi di design.
Inoltre oggi è leader nello stampaggio di polistirolo espanso (EPS), un materiale particolarmente versatile e con caratteristiche fisiche e chimiche che lo rendono unico nel suo genere e difficilmente sostituibile: è leggero ma molto resistente agli urti, è igienico perché impermeabile a muffe e batteri e quindi adatto alla conservazione degli alimenti mantenendo inalterate e più a lungo le proprietà organolettiche.

Per agevolare la vostra tradizionale clientela avete posto in essere delle iniziative particolari?

Siamo convinti che solo lavorando insieme e uniti potremo uscire da questa emergenza, in prima battuta per sconfiggere il virus, e, subito dopo, per far ripartire l’economia. Con questo spirito ci stiamo relazionando con i nostri clienti che preferiamo considerare come dei partner. Dialogando con loro quotidianamente cerchiamo di trovare le soluzioni giuste per ciascuno, andando incontro, là dove è necessario, alle singole esigenze e personalizzando le modalità di acquisto. In particolare per chi opera nel settore alimentare abbiamo studiato una serie di agevolazioni sulle cassette e  i contenitori in EPS. E’ il nostro modo di dare un contributo e di sostenere chi in questo momento è più in difficoltà. E’ una goccia ma se tutti facciamo qualcosa possiamo dare vita ad un oceano”.

Come vedete la ripresa? Cosa vi aspettate? Cosa pensate che l’emergenza Covid-19 ha cambiato nella vostra complessiva organizzazione del lavoro?

Ho l’impressione che il virus purtroppo abbia trovato molti governi, ospedali e  aziende impreparati di fronte all’emergenza dal punto di vista medico sanitario e organizzativo. Molti errori sono stati commessi nell’anticipare qualcosa che tutto sommato non era poi così imprevedibile. Questo però non è il momento di recriminazioni perché dopo la crisi sanitaria ci aspetta da risolvere quella economica. E sarà altrettanto pericolosa e complessa da affrontare. Bisogna che i governi sappiano agire con competenza, determinazione e lungimiranza per ricostruire quello che è andato perduto in questi mesi e ripartire con rinnovata energia. Ma sono convinto che anche dalle situazioni più buie possa venire fuori qualcosa di buono. Il mondo si è dovuto fermare suo malgrado, ma questa brusca frenata, lo stiamo vedendo, ha portato benefici all’ambiente, che troppo spesso fino ad ora avevamo trascurato, e ci ha fatto guardare le cose da un nuovo punto di vista. Quello che prima ci sembrava sbagliato oggi si rivela utile e efficiente. Nello specifico mi riferisco alle materie plastiche, demonizzate fino a qualche giorno fa e oggi rivalutate come una risorsa indispensabile e un presidio per la salute. Certo il problema rimane quello degli scarti, ma se ci concentriamo sulla raccolta e sul riciclo, ripensando finalmente i processi e lavorando insieme potremo finalmente realizzare un modello di economia circolare che renda le plastiche non più un problema ma una soluzione. E la dura lezione imparata in questi mesi non sarà stata inutile”.

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